Archivi Mensili: Aprile 2020

I tumulti per la casa negli anni Venti a Canepina

La popolazione scese più volte in piazza contro la carenza di abitazioni,
da lì partì l’irrefrenabile devastazione del cosiddetto Castello Anguiallara

UNA STORIA AL GIORNO… TOGLIE IL VIRUS DI TORNO

Una veduta del cosiddetto Castello Anguillara del 1905

CANEPINA – Prima una doverosa premessa: quello viene comunemente chiamato Castello degli Anguillara, diventato un po’ il simbolo di Canepina, non è mai stato un castello e tanto meno è appartenuto alla famiglia Anguillara. O meglio, un ramo secondario dell’antica e potente famiglia ha posseduto due porzioni dell’immobile: una portata in dote da Anna Cecilia Petti di Canepina, rampolla di una ricchissima …

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Gennaio 1872, nasce la Società Operaja di Canepina

Le principali finalità: «Assistere i lavoratori in caso d’incidente, malattia o
disoccupazione, procurare l’istruzione e lo sviluppo morale di dette classi»

UNA STORIA AL GIORNO… TOGLIE IL VIRUS DI TORNO

Il frontespizio dello Statuto della Società Operaja di Canepina del 1873.

CANEPINA – «L’unione fa la forza»: fu questo antico proverbio popolare a fare da motto alla «Società di mutuo soccorso tra gli operaj di Canepina», fondata nel 1873. Una novità assoluta a queste latitudini, il mutualismo, che stava iniziando ad affermarsi soprattutto al Nord. Come trapela chiaramente dallo Statuto, lo scopo principale del sodalizio, cui …

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L’Ara Votiva di Collicciano della prima Era Imperiali

Fu trovato nel 1834 da Agostino Rem-Picci e trasportato a Canepina
L’enigma degli ex voto etrusco-falisci di cui s’ignora la provenienza 

UNA STORIA AL GIRNO… TOGLIE IL VIRUS DI TORNO

Un ex voto etrusco-falisco

CANEPINA – «Nel giardino della villa Rem-Picci, in Canepina, si trova una rustica ara con iscrizione inedita. Il proprietario (il professor Giacomo Rem-Picci, ndr) mi ha assicurato che il monumentino non è stato da alcuno divulgato». Inizia così la descrizione dell’ara votiva che è stata conservata per oltre due secoli nell’attuale giardino comunale, quando era ancora di proprietà della famiglia Rem-Picci. Dalla …

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Chi viveva tra il Rio Cornienta e il Rio Maggiore
prima della fondazione di Canepina (parte seconda)

 Secondo l’archeologo Ugo Antonielli, i reperti in contrada Mignone risalgono
all’Età Imperiale, cioè tra il 27 a.C. e il 395 d.C., e sono stati realizzati dai Falisci

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Una delle vasche da macero in località Mignone (foto degli anni Sessante).

CANEPINA – Il professor Ugo Antonielli, accademico dei Lincei, agli inizi del secolo scorso compì un sopralluogo a Canepina, su invito del professor Giacomo Rem-Picci, per svelare il mistero di numerosi manufatti (vasche per macerazione di vegetali) in contrata «Mignore» e nelle immediate vicinanze. Dopo aver descritto dettagliatamente tutti i bacini e …

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Chi viveva tra il Rio Cornieta e il Rio Maggiore
prima della fondazione di Canepina? (parte prima)

Vari studi confermato la presenza umana nel territorio oltre mille anni prima
che i di Vico fondassero il Castrum nell’XI secolo con il consenso del papato

UNA STORIA AL GIORNO… TOGLIE IL VIRUS DI TORNO

Una delle vasche da macero in località Mignone (foto degli anni Sessante).

CANEPINA- Cosa c’era prima del 1000 dove è ora Canepina? L’area era abitata sebbene non esistesse un vero centro? Il territorio, ricco di acqua e di prezioso legname, era già sfruttata dagli uomini? Gli storici danno una risposta univoca: sì! A questo punto s’impone un altro interrogativo: chi erano gli abitanti più o …

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