Quando via Roma si chiamava via Nova

L’antico denominazione fu cambiata nel 1931 dal podestà di Canepina 
I nomi di tutte le strade e le piazze del paese che sono stati sostituiti 

UNA STORIA AL GIORNO… TOGLIE IL VIRUS DI TORNO

Il documento ufficiale con cui fu cambiato il nome di via Nova in via Roma.

CANEPINA – A dispetto del nome, via Nova (a via gnova) era una delle più antiche del paese, essendo stata costruita tra il 1487 e il 1500. Iniziava da Porta san Sebastiano e finiva a piazza san Michele Arcangelo. Fin dall’alto medioevo è stata sempre trafficata poiché era da lì, e poi dal Vallerio, che doveva obbligatoriamente transitare chiunque, arrivando da Vallerano, Vignanello, Vasanello, Gallese, Orte, Civita Castellana per recarsi a Viterbo. O chi da Viterbo doveva dirigersi nei medesimi centri. Fino alla fine dell’Ottocento, infatti, non esistevano né il ponte né l’attuale via Mazzini. Tanto meno esisteva l’attuale via Viterbo. Insomma, come si direbbe oggi, Canepina in generale e via Nova in particolare costituivano un «nodo» fondamentale della viabilità per l’area meridionale dei Cimini. Perché mai, dunque, «a via gnova» rimane solo nei ricordi dei canepinesi più attempati, mentre quel tratto di strada è stato improvvidamente chiamato via Roma?

Tutto ebbe inizio con la cosiddetta «italianizzazione», cioè il disegno politico del regime fascista che aveva l’intento di creare un vero e proprio clima di eccitazione attorno alla Patria. Ecco allora il mito della vittoria italiana alla Grande Guerra, che portò alla moltiplicazione di parchi e i viali delle rimembranze dedicati ai caduti, compreso quello di Canepina; i monumenti di ogni forma, belli e brutti (fortunatamente quello eretto in paese nel 1929 è uno dei più belli) eretti negli ottomila comuni italiani. Poi si passò all’esaltazione della lingua italiana, anche limitando l’uso dei dialetti. Un vero e proprio progetto di autarchia linguistica al quale, ben presto, si aggiunse il culto della romanità. Da qui a ordinare a ogni municipio d’intitolare una strada o una piazza a Roma il passo fu breve. Fu così che il 24 ottobre 1931, il podestà di Canepina, Augusto Pancrazi «in ottemperanza alla nota numero 15008 del 20 ottobre 1931 della Regia Prefettura…» deliberò «di sostituire col nome di Roma via Nova». Nei mesi successivi tutti i residenti in quella strada dovettero far cambiare la via di residenza nei loro documenti.

Il documento ufficiale con cui fu cambiato il nome di via Nova in via Roma.

Va detto che ad ogni cambio di regime le vie e le piazze di tutta Italia hanno cambiato nome. Era già successo dopo la «Breccia di Porta Pia», che segnò la fine dello stato pontificio e l’annessione di Roma e del Lazio al Regno d’Italia. A Canepina, ad esempio, via Vallerio diventò via XX Settembre, che era appunto la data della Presa di Roma; piazza san Michele Arcangelo diventò piazza Cavour. La nuova strada che collegava piazza Cavour a piazza Marconi, costruita per evitare il passaggio del traffico dal Vallerio, fu chiamata via Mazzini. Tutti nomi risorgimentali. Con l’avvento della Repubblica, la piazza del Comune, intitolata durante il ventennio a Roberto Corradini, un pilota originario di Canepina, medaglia d’argento al valor militare, fu «ribattezzata» piazza Garibaldi.

Sono molti i nomi storici scomparsi dalla toponomastica di Canepina, come è facilmente verificabile dai vecchi catasti urbani: ponte Santa Corona (il tratto di strada sotto il piccolo sacrato della chiesa collegiata); il Guado del Castello (il terreno attiguo alla chiesa di San Giovenale); la fontana del Campo di Tuccio, che attraverso una serie di storpiature dialettali è diventata di Campituccio, e altri ancora. Sarebbe opportuno che in ogni strada, in ogni piazza e in ogni località vengano affisse delle nuove targhe che contengano anche i nomi storici.